giovedì 6 marzo 2014

Enjoy the reading!

Se ci schiacciate sopra finite nella mia raccolta di scritti su tumblr. 
Enjoy the reading!



La lontananza e la quadratura del cerchio.


Pensavo che lontananza dalla persona che amavo si potesse descrivere da una funzione costante. Che fosse una condizione stabile nel tempo, un piccolo vuoto nel petto fermo lì a ricordare cosa era stato del passato, dell'amore, della frustrazione. Ma non è così.
La lontananza, la mancanza, la distanza (tutto finisce con anza, inquietante -_-) ti colpiscono a tratti, irregolarmente, impensabilmente. Ti afferrano con tenerezza a volte, come una sorta di dolce nostalgia. Altre volte no, vengono a strapparti dalla tua giornata con violenza, ad investirti, come una macchina in corsa.

Preferirei che la mancanza della persona che amavo potesse descriversi in modo costante. Vorrei tracciare di quella, come dell'amore un PROFILO, trovare un dizionario o un manuale fatto di causa-effetto applicabili. Vorrei razionalizzarla, come ho sempre razionalizzato tutto.
Inutile dire che ho sempre fallito nei miei tentativi di razionalizzare il mondo?
Si, inutile, il mondo non è razionale come a volte ci insegnano. Lo sanno tutti, a parte me.
Il mondo si ribella al nostro tentativo di razionalizzazione, ci esplode in mano, scappa.

Pensando a questo,  mi è tornato in mente il problema della quadratura del cerchioLo conoscete?
Già gli antichi greci erano lì a spremersi le meningi sopra.
Si tratta di una problema di geometria, consiste nel costruire con solo righello e compasso un quadrato di area pari a quella di un cerchio di dato raggio. Per risolverlo servirebbe conoscere il valore esatto di π, cosa che non è possibile perché si tratta di un numero trascendente (a proposito il giorno del  π, il p-day, 14 Marzo si avvicina).
Questo problema è un'allegoria, una metafora dell'incapacità di razionalizzare quello ci circonda. Vogliamo quadrare il cerchio ed ecco ...
            BOOM...
il nostro problema ci scoppia in mano, ogni cifra decimale del π è un memento non tentare di razionalizzare il mondo. 
Non riusciamo a quadrare un cerchio, figurarsi a quadrare le relazioni umane, i sentimenti che sono un vero casino. 


mercoledì 5 marzo 2014

Un gigantesco insetto, pensieri VANI.

Ho passato metà della mia vita a sentirmi un insetto, come il Gregor Samsa di Kafka.
Un insetto schiacciato per essere precisi. La gente mi vuole schiacciare e io sono, credo di essere gelosa della mia solitudine. Al massimo permetto a qualcuno di condividerla.

Ma poi mi chiedo perché parlo sempre di  me?

giovedì 27 febbraio 2014

Ciao.

Con un'espressione imbronciata davanti il mio amato macbook e i gomiti sul tavolo del salotto comincio a scrivere questo blog.
Non è il primo, ho un tumblr su cui scrivo bizzarre recensioni dei libri che leggo e mi lamento della mia vita.
Ma un blog solo per lamentarsi della propria vita non è poco? Non so, fate voi, per me si. 
Comunque mi ritrovo qui a scrivere. Ho bisogno di farlo, ho perso la mia anima gemella per strada, come faccio a resistere senza sfogarmi, scoppio no? 
Certe volte mi sembra di aver ingoiato una bomba ad orologeria, che se ne sta lì nello stomaco, pronta a scoppiare da un momento all'altro.
Forse scoppio, forse no, ma finché sarò qui a scrivere vuol dire che i miei pezzi sono tutti interi.

Non voglio crescere.